
Veduta del monastero |
Come i Passionisti sono venuti in Sicilia
La fama dei santi si diffonde velocemente. San Paolo della Croce visse in pieno ‘700 nel centro Italia, ma anche in Sicilia era ben conosciuto. Infatti Fratel Giuseppino, un giovane delle nostre terre, fu uno dei suoi compagni. E’ stato sempre desiderio dei Vescovi che i Missionari s’impegnassero nelle proprie Diocesi per annunciare il Vangelo di Cristo. Così una prima richiesta ufficiale giunse a San Paolo da parte del Senato e dell’Arcivescovo di Palermo, perché fondasse una casa in Sicilia. Ma Paolo della Croce non potè accettare. Altra richiesta dalla Sicilia fu quella del Vescovo di Cefalù nel 1819 e 1820. Anche il Vescovo di Catania, mons. Piè, aveva fatto richiesta al fondatore perché mandasse dei Religiosi.
Trascorse molto tempo prima che il Passionista francese P. Silvio, nel 1910, scoprisse a Monreale una statua di San Paolo della Croce, in una chiesa vicina al Duomo. Nel cuore senti questo invito: “Il Padre è qui in mezzo al laborioso popolo siciliano e tu penserai a mandarvi anche i suoi figli”. La Provvidenza guidava P. Silvio. E infatti fu eletto Generale dei Passionisti dal 1914 al 1915. In tal modo gli fu possibile attuare l’invito che aveva ricevuto e sentito nel suo cuore qualche anno prima.
Così nel gennaio del 1915 i Passionisti tennero una Missione ad Alcamo (TP). Fu tale la partecipazione della gente e il numero delle conversioni, che si ritornò a chiedere che si fondassero dei ritiri in Sicilia. Finalmente si concretizzò la prima fondazione a Borgetto (PA), nel luogo dell’antica “gancia ” dei Benedettini. Il sacerdote P. Safina, che abitava la parte del Monastero di San Benedetto che non era diroccata, s’incontrò “per caso” con Padre Generoso il 29 Marzo 1915, alla stazione Lolli di Palermo. E’ facile immaginare che parlassero del motivo per cui un passionista era in giro per la Sicilia. P. Safina, che era un dotto e zelante missionario, aveva tentato invano di raccogliere compagni per evangelizzare la Sicilia, senza riuscirvi. Ora offriva ai Passionisti di fondare la loro prima casa a Borgetto. Le trattative tra il Generale dei Passionisti e la Diocesi si svolsero in poco tempo. Nel mese di novembre 1915 si ebbero tutte le autorizzazioni. Il 6 gennaio 1916, quattro sacerdoti e un fratello passionista, con a capo P. Generoso Fontanarosa, raggiungono il nuovo Ritiro, accolti solennemente dalle autorità e dal popolo. Ma siamo durante la prima guerra mondiale. P. Generoso è chiamato alle armi come Cappellano militare e tornerà solo il 15 aprile di tre anni dopo, ferito di guerra. Ancora convalescente, non si risparmiò nelle Missioni al popolo e altri ministeri. Col 1920 i Passionisti si estendono oltre Borgetto (PA). Anzitutto viene offerto e accettato il Santuario del Romitello, dedicato all’Addolorata con il Cristo morto sulle ginocchia.
Ma ancora prima, 1918 il Card. Francica Nava aveva rinnovato la richiesta del suo predecessore al Generale dei Passionisti di fondare a Catania e a tale scopo aveva comprato una villa nella periferia nord di Mascalucia. Dopo una relazione favorevole da parte dei Superiori, il 25 luglio 1918, due Sacerdoti e due Fratelli ne presero possesso. Superiore fu eletto P. Generoso. Da qui continuò ad essere grande missionario e organizzatore della vita religiosa passionista in Sicilia.
Per noi Passionisti di Sicilia, P. Generoso è considerato colui che ha dato inizio alla vita religiosa passionista nelle nostre terre di Sicilia.
|