PIANO FORMATIVO
(In conformità con il programma delle Province Italiane per la formazione)
NATURA E SCOPO
1. Obiettivo principale della formazione, in questo periodo, è quello di fare proprio il carisma di San Paolo della Croce: vivere, fare esperienza della “memoria della Passione di Gesù Cristo” come rimedio d’ogni male personale, sociale ed ecclesiale, per essere in grado di annunziarla agli altri.
2. Trattandosi di giovani già professi quanto viene richiesto dalle Costituzioni della Congregazione si applica anche a loro e li deve coinvolgere in prima persona. Pertanto esse sono la base del loro itinerario di formazione.
3. Il Ritiro del SS. Crocifisso (Monastero) di Borgetto sarà la sede dello studentato.
Lo studentato è il periodo più importante della formazione perché prepara alla consacrazione definitiva che è la professione perpetua e al sacerdozio.
4. I passaggi alla professione perpetua e agli ordini sacri non avverranno a scadenze cronologiche o di studi, ma saranno personalizzati e verificati con un serio discernimento.
I SOGGETTI
LA COMUNITÀ
5. La comunità è il “luogo privilegiato” della formazione dove “avviene l’iniziazione alla fatica e alla gioia di vivere insieme: “vita comune maxima penitentia”; dove ciascuno impara a vivere con colui che Dio gli ha posto affianco, accettandone le caratteristiche positive e insieme le diversità e i limiti dove si impara a condividere i doni ricevuti per l’edificazione di tutti; e dove si vive l’intrinseca dimensione missionaria della consacrazione.
All’inizio dell’anno pastorale (Settembre) si stabilisca l’orario comunitario.
Mezzi
ORARIO PARTICOLARE DELLO STUDENTATO:
VENERDÌ:
Ore: 06,00: Levata.
Ore: 06,30: Lodi.
Ore: 07,15: Scuola.
Ore: 12,45: Ora Media.
Ore: 16,00: S. Messa e Adorazione vocazionale.
Ore: 17,15: Attività sportiva o altro.
Ore: 21,00: Tempo riservato ad attività culturali o ludiche, in forma comunitaria.
SABATO:
Ore: 08,30: incontro formativo
Ore: 09,30: uffici manuali
Ore: 19,00: Rosario e Vespri.
DOMENICA:
Ore: 08,00: Ufficio delle Letture e Lodi.
Animazione delle S. Messe.
Ore 19,00: Vespro solenne con Esposizione del SS. Sacramento.
I FORMATORI
6. Il direttore è il principale responsabile della formazione e della vita dello studentato. Egli potrà essere coadiuvato da collaboratori.
Per essere in grado di accompagnare i giovani a lui affidati “deve essere persona esperta nel cammino della ricerca di Dio, attenta all’azione della grazia”, capace di indicare gli ostacoli e di mostrare la bellezza della sequela del Signore ed il valore del carisma in cui essa si compie.
<< Nessuno dubita che la persona sia più importante dei documenti e nessuno mette in discussione un punto chiaro, e cioè, che senza formatori capaci il migliore programma non ha alcun valore, ma gli stessi formatori cercano linee-guida e fanno presente la necessità di criteri precisi per orientare i loro sforzi ed aiutarli a valutare il cammino di coloro che sono nella formazione iniziale.
Un esperto direttore di formazione non è onnisciente né insensibile. Sa di aver bisogno d’ orientamenti precisi ed autoritativi perché non sia continuamente lasciato alla sua iniziativa ed al suo giudizio personale per quanto riguarda gli obiettivi ed i mezzi.>>
Mezzi
Innanzi tutto sentiamo il bisogno di pregare per i nostri formatori!
Ci sia una Équipe Formativa che avrà il compito di aiutare il direttore nello studiare le linee formative dello studentato e potrà essere un riferimento anche per gli stessi studenti.
Formativa sarà la stessa comunità e i religiosi che saranno invitati a tenere qualche incontro formativo.
Altro contributo notevole sarà l’arricchimento che potremo trarre dalle omelie quotidiane e dagli incontri di formazione permanente della comunità.
I GIOVANI PROFESSI
7. I giovani che hanno emesso la professione temporanea, e hanno espresso con essa la loro dedizione libera e cosciente a Dio e al servizio della Chiesa nella vita comunitaria passionista, e vogliono perfezionare la formazione ricevuta nel periodo iniziale, in vista:
* della consacrazione definitiva a Dio con la professione perpetua,
* della consacrazione sacerdotale, per chi vi è chiamato da Dio e giudicato idoneo, vengono inseriti nella Comunità educativa dello Studentato Teologico.
Mezzi
Crediamo che lo studio che siamo chiamati a compiere è già azione apostolica in se stesso. Ciò fa si che questo tempo di formazione non sia un momento d’attesa, ma sia già tempo di lavoro e santità in cui cerchiamo di integrare fede, cultura, vita e contemporaneamente c’inseriamo nella dimensione di servizio della Chiesa.
Consegniamo al direttore il piano di studio per l’anno universitario e ci impegniamo a sostenere gli esami nelle due sessioni ordinarie dell’Istituto teologico S.Paolo di Palermo che frequentiamo.
LINEE FORMATIVE
FORMAZIONE RELIGIOSA E MINISTERIALE
8. I fondamenti della nostra vita restano come riferimento continuo in tutto il periodo della preparazione alla professione perpetua.
In particolare vengono approfonditi, anno per anno, le seguenti dimensioni della nostra vita:
* Preghiera personale, comunitaria, pubblica;
* La vita comunitaria;
* La vita apostolica.
Mezzi
Cureremo la formazione alla preghiera personale e faremo uso dei documenti che la Chiesa ci propone:
* Nuove vocazioni per una nuova Europa.
* Itinerari di catechesi per adulti: “Sulla via del Crocifisso”.
* Lineamenta: La vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo.
* Vita consecrata.
* Vita consacrata: un dono del Signore alla sua Chiesa.
* Esortazione apostolica: Circa il rinnovamento della vita religiosa secondo l’insegnamento del Concilio di Paolo VI: Preti per una nuova umanità.
Per la formazione carismatica passionista attingeremo a:
* Regole, Costituzioni, Regolamenti Generali e Provinciali;
* La Passione di Cristo nell’ itinerario vocazionale e formativo.
9. Il giovane religioso, imitando Cristo povero, assume un atteggiamento abituale di povertà evangelica nelle sue relazioni con Dio, con i confratelli, con il mondo, con le cose:
* non ritenendo come propri i suoi beni, ma condividendo ogni cosa in una vita semplice e modesta;
* mettendo se stesso e i propri talenti, il lavoro e la competenza al servizio della comunità e della sua missione;
* divenendo responsabile nell'uso dei soldi e dei beni della comunità, e rendendone conto alla comunità stessa.
Mezzi
Ci impegneremo nel decoro della casa adempiendo, con piacere, agli uffici manuali.
Useremo il telefono della casa e il telefonino cellulare con parsimonia.
Con il permesso del Superiore Provinciale, si abbia solo un telefonino e una sola scheda.
10. I1 giovane religioso, imitando Cristo casto, indirizza verso Dio e verso i fratelli tutto l’amore di cui è capace:
* manifestando generosità;
* esprimendo delicatezza di sentimenti e finezza di linguaggio:
* coltivando la sincerità con se stesso e la prudenza in tutto;
* creando nella comunità un clima di serena e sincera amicizia con i confratelli.
Mezzi
Nella scelta dei programmi televisivi avremo cura che la preferenza non sia occasione, attraverso le immagini, di turbare la nostra coscienza: castità degli occhi! Ci impegniamo a partecipare alla ricreazione comune ogni sera.
Saremo disponibili alle iniziative che verranno proposte dai nostri confratelli.
11. Il giovane religioso, imitando Cristo obbediente fino alla morte in croce si inserisce nel piano d’amore di Dio ed è pronto a compiere la sua volontà:
* accettando ed accogliendo in spirito di fede le mediazioni umane;
* assumendo con responsabilità le scelte comunitarie, subordinando ad esse le sue
aspirazioni personali;
* esercitando la libertà interiore come corresponsabilità e mutua dipendenza per
vincere ogni forma d’egoismo e di pretesa.
Mezzi
Sappiamo bene che il direttore non sempre può spiegare le motivazioni che lo spingono a concedere o negare un permesso, perciò ci impegniamo a stabilire con lui un dialogo franco e sereno.
12. Il giovane religioso ama il silenzio ed il raccoglimento contemplativo come condizione indispensabile dell'unione con Dio nell’orazione, come aiuto a riprendere la dimensione dell’interiorità, e per rispettare il diritto dei confratelli a non essere catturati dalla dispersione e dal chiasso della società contemporanea:
* dominando i sentimenti, le idee, le immagini ... che passano e sorgono nel cuore
e nella mente;
* facendo un uso moderato ed intelligente dei mezzi di comunicazione sociale:
rispettando i tempi e i luoghi di silenzio.
Mezzi
Ogni nostra casa religiosa, a cui sin dall’inizio è stato dato il significativo nome di “ritiro”, sia luogo di contemplazione e di silenzio per favorire un vero incontro con Cristo, nostro divino Redentore.
Rispetteremo il silenzio nei corridoi evitando di parlare ad alta voce, e se dovremo comunicare con i confratelli lo faremo nelle loro stanze evitando che gli altri ci sentano e siano da noi disturbati.
Si raccomanda vivamente l’amore alla propria camera, quasi fosse una cappella.
13. Il giovane religioso acquista un equilibrio tra studio e preghiera, contemplazione e azione, vita comunitaria e apostolica, interiorizzando sempre più profondamente i valori della vita religiosa passionista.
Mezzi
Potremo formare comunità che prega solo se diventiamo personalmente uomini di preghiera. Ci impegneremo ad essere puntuali alla meditazione personale cercando, attraverso una preparazione remota, di entrare nel clima di preghiera e valorizzando il tempo di studio quotidiano.
Non daremo la nostra disponibilità per impegni apostolici, extra comunitarie, senza il consenso del Direttore.
Nella meditazione comunitaria, rifletteremo sulla vita religiosa in genere e quella specifica passionista in particolare.
14. Il giovane religioso si premura di approfondire la conoscenza della storia e spiritualità della Congregazione.
Mezzi
Negli incontri formativi daremo spazio alla formazione passionista e dedicheremo anche dei ritiri atti ad approfondire la spiritualità della Passione. La lettura spirituale personale sarà possibilmente, fatta su testi passionisti.
15. Nella preparazione ai ministeri e all’ordine sacro, per chi è chiamato a seguire Cristo Pastore con piena disponibilità, oltre alla costante conversione che assecondi il dono e l’appello di Dio quali si vanno progressivamente rivelando nel tempo, specialmente si porti il candidato ad approfondire e sperimentare:
* Nel Lettorato: la Parola come presenza di Dio e di Gesù Cristo, che in essa parla alle sue membra nell'oggi della Chiesa e del mondo e ad accoglierla come norma di fede e di vita.
* Nell’Accolitato: una partecipazione profondamente personale alla liturgia, la quale contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e la genuina natura della Chiesa, alimentandoli con il pane della vita alla mensa della Parola di Dio e del Corpo di Cristo; comprendendo la sacra liturgia come fonte, culmine e manifestazione della vita della Chiesa.
Mezzi
* All’inizio del secondo anno di teologia sarebbe opportuno ricevere il ministero del Lettorato.
* All’inizio del terzo anno degli studi teologici sarebbe opportuno ricevere il ministero dell'Accolitato. Si dia la possibilità di esercitare tali ministeri.
FORMAZIONE SPIRITUALE
16. La celebrazione quotidiana della S. Eucaristia, memoriale della Passione di Cristo, viene preparata accuratamente nelle rubriche e nei canti, e celebrata con intensa e gioiosa partecipazione. Nell’Eucaristia Gesù chiama ogni suo discepolo ad essere, come Lui e con il suo aiuto, “pane spezzato” e “vino versato” per i fratelli, sempre mantenendo fisso lo sguardo sul mistero della Sua “morte e risurrezione”.
Mezzi
* Ci impegniamo a studiare la riuscita delle celebrazioni liturgiche.
* Faremo le prove dei canti, come studenti e come comunità.
Per le liturgie più solenni faremo anche le prove per il servizio all’altare con il cerimoniere.
* Ci impegneremo a fare delle esercitazioni pratiche su come si prepara il messale per la celebrazione eucaristica e su come si adopera il turibolo.
17. Grande importanza viene data al Sacramento della Riconciliazione: festosa accoglienza della misericordia e del perdono di Cristo, sacramento che purifica, riconcilia con i fratelli e rinnova negli impegni comunitari.
Mezzi
* La comunità di Formazione offre tante possibilità per vivere il Sacramento della Riconciliazione. Diversi studenti si confessano fuori Comunità. Sarebbe opportuno avere un confessore ordinario per una conoscenza seria e un vero cammino di conversione del penitente.
* Sarebbe opportuno gustare il Sacramento della Riconciliazione ogni 15 giorni.
* Il Direttore sappia chi è il confessore ordinario che lo studente si è scelto.
18. La liturgia delle ore, “supplica di tutta la famiglia umana, che Cristo associa a se stesso, nel senso che ogni uomo partecipa a tale preghiera, la quale è propria di tutto il corpo”, viene celebrata, salvo impedimenti, in comune, in modo degno, attento, fervoroso e con una creativa animazione.
Mezzi
* Ci impegniamo a celebrare L’ufficio delle letture, Lodi mattutine, ora sesta, Vespri e Compieta possibilmente con la Comunità.
19. La meditazione quotidiana, in comunità con i propri confratelli, è necessaria nell’itinerario spirituale del giovane religioso, che dedicherà ad essa almeno un’ora a giorno. Dovendo essere maestro d’orazione e annunciatore della Parola che salva, la sua meditazione trarrà origine dalla Sacra Scrittura e dalla vita e Passione di Gesù, seguendo un metodo preciso, concordato con il Padre Spirituale e oggetto di verifica con il medesimo.
E’ bene che venga utilizzata la meditazione partecipata e a gruppi.
“Come non chiedervi di continuare ad essere maestri di preghiera e speciali testimoni di Cristo Crocifisso, attingendo dal mistero della Croce la forza per coltivare generosamente la passione per la vita, soprattutto attraverso il dialogo e la condivisione nelle vostre comunità?” (Lettera a P.Orbegozo di Giovanni Paolo II).
Mezzi
* La comunità si impegna a dare la possibilità di 40 minuti continuati per la meditazione comunitaria personale. Il religioso provvederà a trovare durante la giornata altro tempo personale.
20. La “lectio divina” e la lettura spirituale abbiano un congruo spazio ogni giorno, per la crescita nella conoscenza di Gesù Cristo e per uno stimolo a percorrere la via della santità.
Mezzi
* La domenica mattina ci si programmi, personalmente, per la lettura spirituale.
21. La Vergine Maria, modello d’accoglienza e collaborazione con la grazia di Dio e patrona della nostra Congregazione, viene onorata quotidianamente con intensa pietà, sia personalmente che comunitariamente.
Mezzi
* Pregheremo il Santo Rosario quotidianamente.
* La Domenica si troverà il tempo personale per il culto a Maria.
* Ci impegniamo a celebrare le memorie di Santa Maria in sabato e le solennità mariane, in particolare animeremo, con una nostra riflessione, la novena dell’Immacolata.
22. La direzione spirituale è lo strumento educativo indispensabile per accompagnare e sostenere il lavoro interiore. Il giovane religioso dà ad essa un’attenzione privilegiata, ricercandola liberamente con frequenza sistematica, come momento importante di verifica e di ripresa del cammino d’assimilazione dei valori vocazionali passionisti.
Mezzi
Lo studente consegnerà al proprio Padre Spirituale il piano formativo dello studentato e quello personale che elaborerà con il Direttore. E’ bene che il direttore conosca il nome del Padre Spirituale. Qualora lo studente non avesse una guida spirituale il Direttore può permettersi di segnalargli qualche sacerdote senza condizionare la scelta personale del giovane religioso. È preferibile che la guida spirituale sia un religioso passionista.
23. Altri mezzi formativi sono:
* gli esercizi spirituali;
* le giornate di ritiro spirituali sia individuali che comunitarie;
* la catechesi sistematica;
* la comunicazione e revisione di vita;
* i raduni e i ritiri comunitari;
* la partecipazione ad esperienze spiritualmente formative.
FORMAZIONE INTELLETTUALE
24. “La formazione intellettuale ha come fine l’acquisizione” da parte dei giovani religiosi “di un’ampia e solida istruzione nelle scienze sacre insieme con una cultura generale proporzionata alle necessità dei nostri tempi, affinché siano in grado, dopo
aver fondato e nutrito la loro stessa fede sulle scienze sacre, di annunziare convenientemente il messaggio evangelico agli uomini d’oggi e di inserirlo nella loro cultura”. Si preparano così a partecipare al ministero sacerdotale con tutti i loro confratelli sacerdoti come pastori, apostoli e mediatori nel ministero della Parola e dei Sacramenti nel servizio del popolo di Dio.
25. I giovani religiosi provenienti dall’ Indonesia approfondiscano la cultura Europea e imparino a parlare l’italiano correttamente.
Mezzi
* si impegnino personalmente e in modo serio nello studio e nella conoscenza della lingua italiana.
* Si tengano, per loro, dei corsi di lingua italiana, aiutati da professori esterni.
26. Il giovane religioso, con l’aiuto degli educatori, preferisce approfondire temi passiologici e legati alla spiritualità dell’Istituto nelle ricerche degli studi filosofici e teologici.
FORMAZIONE APOSTOLICA
27. Si deve curare la graduale iniziazione dei giovani religiosi all’apostolato passionista seguendo le tappe progressive della ricezione dei ministeri del lettorato Accolitato, dell’ordine del Diaconato e del Presbiterato.
28. L’apostolato passionista ha le seguenti caratteristiche:
* è prima di tutto “Memoria Passionis”, considerata come risposta alle sfide del mondo;
* è espressione della vita comunitaria e sorgente di comunità;
* è ministero della Parola nelle sue forme classiche (Missioni al popolo, Esercizi spirituali ... ) e aperto a forme nuove.
29. L’iniziazione all’apostolato è:
* progressiva, rispettando l’età, le capacità e il succedersi dei corsi teologici;
* equilibrata, nell’armonia della vita comunitaria, della preghiera, dello studio, della salute...;
* verificata periodicamente con il Direttore e con il gruppo dei giovani religiosi.
30. Forme d’apostolato:
* Animazione della liturgia nella Comunità di Formazione.
* Inserimento nelle Missioni al popolo: in periodi di scuola lontani dagli esami.
* Presenza nelle parrocchie: per la catechesi ai ragazzi e ai giovani; per L’animazione della liturgia.
* Animazione d’incontri di preghiera e di ritiro spirituale.
* Animazione vocazionale.
31. Per una completa formazione apostolica non può essere dimenticata la formazione missionaria, intesa come “compito fondamentale di tutta la chiesa di dirigere lo sguardo all’uomo, di indirizzare la coscienza e l’esperienza di tutta l’umanità verso il mistero di Cristo.
I RELIGIOSI FRATELLI
32. I religiosi fratelli, posti in una comunità formativa per almeno tre anni, sono incoraggiati e aiutati a specializzarsi in vista dei loro futuri impegni. Pertanto il lavoro loro assegnato sia organizzato e limitato, anche a costo di qualche sacrificio da parte delle comunità, in modo che abbiano il tempo necessario per la propria educazione intellettuale, spirituale e professionale.
33. La formazione intellettuale include una specializzazione professionale. I Fratelli apprendano quanto li possono mettere in grado di concorrere fruttuosamente al miglior andamento delle nostre comunità.
34. Sia favorita la loro formazione dottrinale nelle varie scienze religiose, con attenzione alla teologia della vita religiosa, anche frequentando qualche corso adatto.
35. Oltre a perfezionare l’apprendimento della dottrina cristiana, in forma adeguata alle esigenze del nostro tempo, si preparino anche a spiegarla. Siano incoraggiati ad esercitare le loro doti nelle varie opere apostoliche della Congregazione, nella catechesi nelle vicine parrocchie, a prestarsi attivamente nelle celebrazioni liturgiche ed in altre attività apostoliche confacenti con le esigenze del nostro carisma e della vita comunitaria.